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 Fuoricampo
 il mio primo fuoricampo
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giorep
Pulcino

Italy
16 Posts

Posted - 08/06/2012 :  23:03:06  Show Profile  Reply with Quote
di seguito la mia prima esperienza di fuoricampo avvenuta quest'anno durante la gara di promozione (per me prima gara) tenutasi a Varese un paio di settimane fa, il 17 maggio
tema AAT: campo dei fiori - roncola(barro) - laveno - brunate - varese
decollo ritardato alle due del pomeriggio in attesa che la perturbazione passasse e lasciasse una finestra volabile, sono il primo nello schieramento, mi tocca fare da "civetta" e cacciare la prima termica, giornata inizialmente moscia, ci sono delle coperture di altocumuli che laciano passare degli spiragli di luce, la giornata sarà una corsa verso questi spiragli di luce.
aggancio senza problemi la prima termica sul campo dei fiori e lì aspetto 40 minuti per la partenza; parto poco dopo i primi; davanti al Generoso alla prima termica li riacciuffo; gli altri si attardano lì a fare quota, vedo uno spiraglio di luce su chiasso e parto basso (1400H) arrivo fino ad Alzate dove a 600H sono ormai pronto ad atterrare, sul solito spiraglio di luce tra gli altocumuli sopra delle serre aggancio e tribolando per oltre mezz'ora rifaccio 1200H,
a quel punto devo decidere se provare o meno, la copertura sembra sciogliersi, mi porto verso il lago di Arserio, rifaccio di nuovo 1100-1200H ,vedo che la cava davanti al cornizzolo è al sole, se la termica c'è deve essere lì; non mi resta che costeggiare il lago di Pusiano, "pizzicare" il pilone e andare verso la cava, sono circa 6-7 km di distanza; parto giro attorno al lago, tocco il pilone e vado verso la cava, ma a quel punto la copertura di altocumuli che sembrava sciogliersi è arrivata a coprire il sole e quando arrivo lì sopra ormai non c'è più attività termica; sono basso 900H mi porto verso Erba, sopra la fiera, un bel "serbatoio" di asfalto nero, mi dico "se mai dovesse esserci qualcosa verrà su di qui" arrivo e perdo altri 50 mt; il palmare mi dice che ho un margine di 100mt per una planata diretta ad Alzate, guardo verso l'aeroporto e fidandomi dei miei occhi lascio stare il palmare; il palmare mi dice che ho un campo atterrabile conosciuto in zona la Poncia, ho avuto modo di intravedere il campo passando 10 minuti prima attorno al lago di Pusiano, ma anche qui dovrei partire e andare alla cieca verso qualcosa di conosciuto e noto (noto agli altri, non a me); sotto di me alla mia sinistra vedo un campo arato confinante con la provinciale e con un ingresso quasi a zero, un'altro campo, un prato subito lì vicino lo escludo vedendo dei tralicci dell'alta tensione (in effetti poi atterrando vedrò che ci sono i cavi a non più di 7-8mt dal suolo); mi faccio un paio di giri sul "mio" campo, valuto l'ingresso, la lunghezza e poi torno sulla fiera a vedere se la situazione è migliorata. Rimango a girare cercando di riagganciare fino all'ultimo secondo possibile fino a quando girando la testa verso il campo lo vedo bassissimo; fuori il carrello, piccolo tratto rettilineo, unica virata per portarsi in finale senza pensare a sottovento e base, fuori i diruttori eun'occhio all'anemometro durante la virata, flare che sembra non finire mai toccata, frenata e aliante fermo in 30-40 mt.
Solito stuolo di gente che viene a chiedere, vigili, un amico parapendista che prima mi saluta dall'alto e poi viene a trovarmi e a rinquorarmi dicendomi "a volte capita".
E io invece tranquillo e quasi contento di essermi levato il sassolino
dalla scarpa.
Alla fine della giornata, ovviamente, tutti gli altri che si erano "attardati" sul monte Generoso erano tornati a casa chiudendo il tema...

cosa ho imparato?
- palmari, computer ecc... sono utili ma non vanno presi alla lettera, avessi tentato di arrivare ad Alzate probabilmente sarei riuscito, probabilmente...
- i fuoricampo noti devono essere conosciuti e magari studiati prima di andare in giro (Google Earth, fotografie ecc...), ma nulla vale più dell'occhio e della capacità di valutare, anche qui ho preferito fidarmi di me stesso e trovare un campo magari più difficile della Poncia piuttosto che andare alla cieca e magari trovarsi ad inventare cose strane per atterrare
- i campi arati sono fantastici per atterrare (ci si ferma in un attimo) ma meno divertenti per il recupero, spostare 250kg di aliante sulla terra cedevole non è una passeggiata
- volare in aliante (trovarsi in situazioni strane e nuove, e dover magare atterrare per prati) è sempre un'esperienza affascinante

un grazie a Carlos e Maurizio che sono venuti a raccattarmi e che mi hanno riportato a Varese all'alba delle 22.00

Berto
Pterodattilo

Italy
1286 Posts

Posted - 09/06/2012 :  01:57:54  Show Profile  Reply with Quote
Ottime le considerazioni finali, condivido tutto.
Mi sento però di poter dare qualche indicazione sull'affidabilità dei palmari, avendo dibattuto l'argomento in lungo e in largo al mio club a fini didattici.
Il palmare effettua solo un calcolo geometrico in base alla quota attuale, alla distanza dal campo e all'efficienza dichiarata dell'aliante.
Di queste cose, l'ultima è ovviamente il punto debole, basta una discendenza e i 100 mt di margine vanno a farsi friggere, perchè l'efficienza diminuisce.
In più c'è da considerare che all'arrivo su un'atterrabilità (sia essa un campo o un'aviosuperficie) non conosciuta, bisognerà individuarla, studiare la situazione e decidere come impostare il circuito.
Per gestire tutte queste incertezze si può lavorare solo con dei margini di sicurezza, impostando l'arrivo 200-300 mt più in alto (per il circuito) e considerando un'efficienza inferiore in funzione della pericolosità del territorio.
Una planata sulla pianura padana a Sud del Pò, dove praticamente ogni campo è una pista di atterraggio, si può fare anche con pochissimo margine, una planata su boschi o rocce, dove non arrivare significa quasi certamente un crash, deve ovviamente essere fatta solo se si è sicuri di arrivare.
A questo fine si può o impostare l'arrivo con un valore di Mc alto (per cui l'efficienza considerata dal palmare sarà molto più bassa), oppure considerare al posto della quota di arrivo l'efficienza richiesta (che quasi tutti i programmi per palmare possono mostrare).
Ovviamente l'efficienza che possiamo considerare "sicura" dipenderà dall'aliante e dalla nostra conoscenza di esso, nonchè del territorio che stiamo sorvolando.
Detto questo, con un margine di soli 100 mt come quello che avevi tu e soprattutto avendo un bel campo a disposizione hai fatto più che bene a non voler rischiare.
Inoltre c'è un'altra cosa che rende preferibile la soluzione da te scelta: arrivando molto bassi, la prospettiva cambia radicalmente, e anche campi già visti dall'alto rischiano di non essere più riconoscibili, per cui o si hanno quei 200-300 mt di margine di cui sopra o si rischia quello che giustamente hai voluto evitare.
In ultimo complimenti per il primo fuoricampo, è come il primo amore: non si scorda più.

Marco Bertoluzza
AVM Voghera

... intanto mettilo a terra, poi parliamo dopo ...
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Coolwind
Moderator

Italy
8957 Posts

Posted - 09/06/2012 :  02:09:16  Show Profile  Visit Coolwind's Homepage  Reply with Quote
Follia.
Da noi se un pilota fa una cosa del genere viene sospeso o messo a doppio comando per un bel pezzo, altro che andare a fare le gare.
Non si lascia un'atterrabilità certa per una sconosciuta, con un aeroporto con traino disponibile, un campo noto e sicuro in alternativa (anche se mai visitato! terribile.. ).

Ma non insegnano a calcinate ad andare a dare un'occhiata a terra almeno a quei (pochi) campi disponibili, come la Poncia per esempio?
E i coni di planata?

Scusa berto, gli è andata di gran cu.o, se finiva sulle case di lecco o di olginate faceva una strage, altro che gara. Qui non siamo in pianura padana, è zona pedemontana senza un buco lasciato libero.

Propongo di togliere questi messaggi, evitando che qualcuno senza esperienza pensi che si fa cosi, avanti alla Spera in Dio fino a quando non rimane che prendere un campo sotto, se c'è.

E' veramente incredibile leggere una cosa del genere.

Edited by - Coolwind on 09/06/2012 02:17:53
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Berto
Pterodattilo

Italy
1286 Posts

Posted - 09/06/2012 :  02:53:18  Show Profile  Reply with Quote
Scusa Cool, o io non ho capito quello che lui ha raccontato o non ho capito quello che dici tu.
Io ho capito che lui aveva sotto di sè l'atterrabilità, e ha preferito non lasciarla per altri campi, dove non era sicura di arrivare.
Se è così ha fatto solo bene, tu però sembri dire l'opposto.

Non ho volutamente parlato del "pre-basso", cioè di come è stata gestita la situazione per arrivare a trovarsi con "soli" 100 mt sulla planata verso Alzate.
Non ho la minima idea se quel campo fosse a lui conosciuto, se sia finito lì per errore, se abbia trovato discendenze etc. etc. etc., quindi ho preferito sorvolare: saranno considerazioni che dovrà fare lui, i suoi istruttori e/o gli anziani e i responsabili del secondo periodo del suo club.

Sta di fatto che con un atterrabilità sicura, non è mai buona politica lasciarla se non si è certi di arrivare in campo, e questo io avevo capito che lui ha fatto, poi se non è così spiegatemi.


Marco Bertoluzza
AVM Voghera

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giorep
Pulcino

Italy
16 Posts

Posted - 09/06/2012 :  08:14:32  Show Profile  Reply with Quote
ciao Coolwind,
in realtà in zona, a parte Alzate che era troppo lontana e raggiungibile solo prendendosi il rischio di non arrivare proprio, avevo il campo della Poncia (se sei della zona sicuramente sai di cosa parlo), lì sarei potuto arrivarci tranquillamente ma trovatomi su Erba e avendo individuato un campo ho preferito rimanere su quello che avevo già "studiato" piuttosto che lanciarmi verso quell'altro campo che non avrei avuto modo di valutare con largo anticipo e su cui ad ogni modo avrei potuto trovare delle sorprese nonostante sia un campo che nel club viene definito una pista d'atterraggio
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icenix
Pterodattilo

Switzerland
930 Posts

Posted - 09/06/2012 :  09:57:10  Show Profile  Reply with Quote
Innanzi tutto complimenti a Giovanni per i post sul forum. Quello che un tempo era un posto pieno di vita ormai è un deserto dei tartari. Chiunque lo rivitalizi merita un plauso.

Venendo a questa interessante discussione, mette bene in evidenza 2 approcci molto diversi.

Da una parte Giovanni, giovane leva di Calcinate, aeroclub i cui piloti sono molto votati alle gare e dall'altra Paolo, esponente di Valbrembo, aeroclub più conservativo.

Io ho fatto il brevetto (2 volte) e ho volato tanti anni a Valbrembo e da 2 anni volo a Calcinate, quindi capisco entrambi i punti di vista anche se Paolo ci mette un abbondante pizzico del suo assolutismo.

Valbrembo è fatto di piloti non proprietari, da qui deriva una certa e sana attenzione alla flotta. I fuoricampo, pur non essendo demonizzati non sono certo benvisti e di conseguenza sono rari (Mi ricordo di una notevole eccezione di un allievo finito alla Kong, ti dice niente Paolo?.....).
Piloti atterrati fuoricampo senza danni, sono stati puniti per un approccio troppo garibaldino allo stesso e per non aver scelto campi segnalati.

Come esponente medio tipico di Valbrembo, io non avevo mai fatto un vero fuoricampo. Il massimo era stato un atterraggio a Lugano.
Nonostante questo approccio anche a Valbrembo si fanno le insegne, i diamanti, ecc..

Appena giunto a Calcinate mi sono reso conto della differenza. Ci sono piloti che finiscono fuoricampo con una frequenza preoccupante nella mia visione Valbrembota ma la cosa non suscita il minimo stupore qui.

Stupisce il contrario. Quando sono stato costretto a fare un fuoricampo pericoloso per un mio errore (vedi angolo cazzate) sono stato bonariamente e scherzosamente ripreso per il fatto che il mio primo vero fuoricampo fosse arrivato dopo tante ore di volo.

Mi sono fatto l'idea che, essendo Calcinate più votato alle gare e con una forte componente di piloti proprietari/conproprietari, il rischio del fuoricampo sia accettato come naturale. Ovviamente fatti salvi i principi base della sicurezza. Al contrario non essere abituati a valutare un campo è considerato un fattore di rischio.

Io mi trovo in mezzo, ho probabilmente leggermente allentato i mie vincoli ma continuo a ritenere il fuoricampo come un evento da evitare anche a costo di dover rinunciare a qualcosa.

Ho imparato a scoprire campi non segnati (e non sono poi pochi in certe zone) che mi permetterebbero di atterrare in sicurezza mentre prima ciò che non era segnato non era considerato.

Comunque il mio palmare ha 300mt di sicurezza impostata e quando ho un aeroporto, non un campo, con eff.req superiore a 25 sento puzza di bruciato.

Per intenderci, io ero uno di quelli che, come descrive Giovanni, si è attardato a fare quota.

Roberto Nivini -- HB-1942 V1
ACAO Calcinate
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D90
Aquila imperiale

Italy
424 Posts

Posted - 09/06/2012 :  11:16:41  Show Profile  Reply with Quote
Ma, a me sembra che sia Cool che si deve spiegare meglio.

Io ho capito che era nel cono di planata di un campo segnalato, ma ha preferito atterrare in un altro più vicino, perché studiandolo dall'alto gli sembrava buono.

A me sembra un comportamento da manuale (forse era preferibile che facesse un circuito standard...ma nessuno è perfetto!). Mi tolgo il cappello.

E se planava fino al campo segnalato e ci trovava una famigliola a fare un pic nic proprio in mezzo?

C'è forse qualcuno che garantisce la praticabilità dei campi segnalati? O se non sbaglio ci sono abbondanti dichiarazioni di discarico responsabilità (giustamente) da parte di chi fornisce le coordinate?

Anche nelle Alpi francesi quando ti danno il libriccino dei campi atterrabili nessuno (a parte di un piccolissimo numero) è garantita la praticabilità...è sempre sotto la responabilità del pilota.

Quindi VIVA il cervello e gli occhi del pilota! ABBASSO i palmari!!!!

p.s.: lo confesso, ho scritto questo messaggio perché mi mancano terribilmente le litigate via forum con Cool....



Edited by - D90 on 09/06/2012 11:21:08
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Ukkiu
Pulcino

11 Posts

Posted - 09/06/2012 :  18:50:10  Show Profile  Reply with Quote
Anche io ho fatto il mio primo fuori campo un mese fa, con solo circa 40 ore, e ho fatto come giorep, pur sapendo di campi noti, ma non avendo la quota tale da andarli a perlustrare bene prima di atterrare, ho preferito atterrare in un campo adocchiato al momento rivisto una seconda volta e poi approcciato, nel mio caso, con procedura standard di sottovento anche se il tutto ristretto e a quota ridotta.
Alla radio avevo chiesto aiuto nel mio momento di smarrimento, ma rispetto alla visione diretta del suolo, consigli e ricordi non reggevano il confronto.
Certo che fare un fuori campo partendo da un'idea di voletto locale è stata una situazione da evitare ma fortunatamente finita benissimo, poi scriverò pure la mia vicenda un po' meglio.
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Coolwind
Moderator

Italy
8957 Posts

Posted - 09/06/2012 :  19:21:22  Show Profile  Visit Coolwind's Homepage  Reply with Quote
Ma ragazzi, scusate, i coni di planata a che servono? Se si rispettano i coni di planata, si arriva sul campo prescelto con margine sufficiente per fare un circuito ed atterrare in sicurezza. Io non sono un istruttore. Evidentemente le cose sono cambiate da quando pochi anni fa ci hanno insegnato ad andare in giro rispettando i coni di planata sulle atterrabilità conosciute, e visitate da terra.


Edited by - Coolwind on 09/06/2012 22:40:00
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Ukkiu
Pulcino

11 Posts

Posted - 09/06/2012 :  20:07:01  Show Profile  Reply with Quote
Siamo tutti d'accordo sui coni di planata e sui campi conosciuti, ma quando una discendenza drammatica ti porta sotto all'amato cono che si fa? l'inesperienza tira brutti scherzi proprio come la natura stessa e così si può presentare quella variabile che non può essere assimilata con certezza da nessuna parte, tranne che con l'esperienza
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robistel
Pulcino

Italy
35 Posts

Posted - 09/06/2012 :  21:51:01  Show Profile  Reply with Quote
Ciao Coolwind,
personalmente preferisco volare nel modo da te descritto. ;-)

Roberto Istel
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icenix
Pterodattilo

Switzerland
930 Posts

Posted - 09/06/2012 :  23:03:09  Show Profile  Reply with Quote
Si stanno mescolando le cose.

My 2 cents:

Voli locali e relativi coni di planata:
I coni sono tarati con eff. tali (tipicamente eff. 20 + 200/300 metri di margine) da essere a prova di discendenza.
Se si scende ci si avvicina a casa. Se un volo locale (oltretutto da parte di un pilota con 40 ore di esperienza) si tramuta in un fuoricampo qualcosa è andato storto e il pilota deve tornare a imparare a gestire quote e distanze.

Voli di distanza e di gara:
Si presume che il pilota abbia più esperienza e sia in grado anche di valutare campi non segnalati. Se ne trova uno puo' anche basare il suo cono su quest'ultimo.
Immaginare che il pilota abbia visitato tutti i campi segnalati atterrabili da terra è utopico, soprattutto se si tratta di gare che possono svolgersi in territori diversi da quelli in cui e' abituato a volare.

Roberto Nivini -- HB-1942 V1
ACAO Calcinate
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Berto
Pterodattilo

Italy
1286 Posts

Posted - 09/06/2012 :  23:55:35  Show Profile  Reply with Quote
Come diceva un mio amico, nessuno decolla con l'obiettivo di fare fuoricampo, per cui quando ci si trova si è fatto senza dubbio qualche errore.
Nel momento in cui l'errore ormai si è fatto bisogna gestire la situazione e portare a terra la macchina senza danni a se o altri, poi a terra varrebbe sempre la pena di valutare perché si è arrivati a quella situazione e trarre insegnamento dalla situazione appena vissuta.

Nel caso in questione correggo Icenix: ad ogni gara ci sono solitamente alcuni giorni di allenamento dove un pilota ha la possibilità di esplorare il terreno di gara; potrebbe valere la pena di utilizzare questi giorni anche per sorvolare i campi segnalati e memorizzare posizione e aspetto.

Marco Bertoluzza
AVM Voghera

... intanto mettilo a terra, poi parliamo dopo ...
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Ukkiu
Pulcino

11 Posts

Posted - 10/06/2012 :  00:00:11  Show Profile  Reply with Quote
Icenix, Purtroppo ti posso dire che ero esattamente come hai detto tu con calcolo efficienza a 20 e con 300 metri di margine, ero dentro fino a quando sono montati 15 nodi di vento che mi hanno prima messo in estrema discendenza e poi qualche secondo di troppo di indecisione e scappato da quest'ultima, me lo sono ritrovato esattamente contrario alla mia direzione di rientro... e con un ask21 la frittata era fatta.
Quindi sono la prova vivente che può succedere anche questo e spero che servirà come esempio anche a qualche altro neobrevettato.
Io da questa avventura ho capito di aver preso con superficialità quel volo in quanto "locale", quindi le variabili più strane e la meteo non la trascurerò più.

Edited by - Ukkiu on 10/06/2012 00:01:28
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icenix
Pterodattilo

Switzerland
930 Posts

Posted - 10/06/2012 :  08:35:37  Show Profile  Reply with Quote
Ok, sono entrato nella bagarre.

Visto che con questa meteo di volare non se ne parla, almeno parliamo di volo.

Berto: la mia esperienza di gara è zero (0,1). Comunque da quel che vedo di solito c'e' 1 giorno di allenamento pre-gara. Immaginare che i piloti possano visitare tutti i campi atterrabili in una area di 300x300 Km e' utopico.
Li segnano tutti, ne visitano qualcuno dove ritengono che siano più critici e per il resto fanno affidamento sulla loro esperienza.
Se poi conoscono gia'la zona perche' sono di casa, perchè non e' la prima volta che gareggiano li, se si sono presi 4 giorni aggiuntivi di ferie per studiare il campo di gara, o se tutti gli anni volano qualche giorno nella zona, sono altre considerazioni.

Ukkiu: non voglio fare le pulci a nessuno, altri potrebbero farle a me.
Per puro amore di discussione proviamo a fare due conti.
Non ho il tuo log ma facendo 2 ipotesi i conti sono questi:

a 1300mt
- dovevi essere al massimo a 20km dall'aeroporto (limite estremo del cono, quindi dentro ma borderline)
- se sei atterrato a 2 km dall'aeroporto hai volato a eff. 15 (scalando 100 metri per il circuito altrimenti siamo a 13.8)
- se sei atterrato a 4 km dall'aeroporto hai volato a eff. 13.3 (scalando 100 metri per il circuito altrimenti siamo a 12.3)
- se sei atterrato a 6 km dall'aeroporto hai volato a eff. 11.6 (scalando 100 metri per il circuito altrimenti siamo a 10.7)

a 1800mt
- dovevi essere al massimo a 30km dall'aeroporto (limite estremo del cono, quindi dentro ma borderline)
- se sei atterrato a 2 km dall'aeroporto hai volato a eff. 16.4 (scalando 100 metri per il circuito altrimenti siamo a 15.5)
- se sei atterrato a 4 km dall'aeroporto hai volato a eff. 15.2 (scalando 100 metri per il circuito altrimenti siamo a 14.4)
- se sei atterrato a 6 km dall'aeroporto hai volato a eff. 14.1 (scalando 100 metri per il circuito altrimenti siamo a 13.3)

Sono numeri non da meteo di volo locale per un neobrevettato.

Se qualcuno ti ha fatto decollare con 40 ore su un ASK-21 senza dirti niente in una giornata in cui con eff.15 non tornavi a casa, vai e picchialo, ma forte!

E più probabile che, come e' capitato a noi tutti (o almeno a me di sicuro, prima di essere bacchettato da qualcuno a cui non è mai successo), sull'onda dell'entusiasmo tu sia uscito dal cono. Solo che nel tuo caso la meteo non è stata tanto benigna da permetterti di rientrarci.

Buoni voli (aspetto le risposte mentre piove)

Roberto Nivini -- HB-1942 V1
ACAO Calcinate
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Ukkiu
Pulcino

11 Posts

Posted - 10/06/2012 :  11:29:25  Show Profile  Reply with Quote
Vista la grande partecipazione, (e ringrazio!), ecco qui uno schema grossolano della mia sequenza. Purtoppo non ho il log perché una volta atterrato, distratto dalle mille emozioni non ho più spento il gps, che morendo non ha salvato nulla.



Allora:
La mappa ha in alto in Nord.
La linea verde che parte dal Monte Terminillo è il volo "normale" che stavo facendo, poi deciso a fare un giretto turistico nella valle di Antrodoco, scavallo ignaro del vento che mi stava spingendo dalle spalle quindi da 280-300° e che avrebbe inevitabilmente creato una fortissima discendenza di sottovento... quindi, mi avventuro e lì inizia la mia linea rossa con variometro incollato al fondo scala per diversi secondi. Giusto il tempo di realizzare che gia non potevo più virare a destra per tornare dritto in aeroporto in quanto mi ero ritrovato sotto al pendio. A quel punto ho puntato centro valle a 140 km/h per sfuggire ma non tanto quanto avrei dovuto, questo perché andare verso centro valle significava allontanarsi ancora di più dall'aeroporto (penso che questa sia stata la fase che ha determinato la fine dei giochi).
A quel punto inizia la linea gialla (disegnata gialla perché di scarsa efficenza, direi -2 m/s di media), e così abbandonai definitivamente la speranza di poter rientrare. Da precisare che in tutto questo parte non ho mai trovato neanche uno zero. Solo quando ricomincia la linea verde, ed ero circa a 400 metri da terra comincio una planata tranquilla tra 0 e -0,5 m/s, a quel punto vedo bene il campo(con tanto di stadina sul lato) dove alla fine sarei atterrato, ma prima continuo un po' perso l'aeroporto nella micro speranza di risalire o arrivare ad un campo più vicino, ma ben presto ragiono che non ha senso rischiare, così ripasso sul campo precedentemente valutato come buono, lo rivaluto come ottimo e atterro proprio dove volevo. Si è rivelato essere un campo di erba medica alta circa 50 cm, le ali ben livellate non hanno neanche toccato l'erba. Nessun graffio né per me né per l'aliante.

Ci tengo a dire che non ho niente da recriminare contro nessuno se non contro me stesso! Gli istruttori dell'Aero Clud di Rieti sono tutti molto bravi, responsabili e disponibili. Approfitto anzi per ringraziare ancora chi è venuto a recuperarmi con la massima disponibilità e un ottimo umore da compagni di club, uno su tutti il nostro presidente!

Edited by - Ukkiu on 10/06/2012 14:44:06
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