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giorep
Pulcino

Italy
16 Posts

Posted - 08/06/2012 :  22:12:52  Show Profile  Reply with Quote
A proposito di quanto accaduto al grande Giorgio

vi racconto una mia esperienza vissuta un mesetto fa sul Campo Dei Fiori (Varese)
giornata difficile, inversione termica a circa 1600 mt e leggero vento da SUD.
Aliante DG300, decollo e traino tranquilli, l'aria sembrava morta, traino fino a 1000mt per agganciare davanti al costone.
Qui iniziano i casini, da subito capisco che non tira aria, mi devo mettere a "grattare" su uno spigolo in attesa che la termica vera e propria parta; riesco a sopravvivere in questo modo per una mezz'ora
galleggiando sopravento tra i 1100 e i 1400 mt poi la termica sembra partire e qui
viene la parte pericolosa, mentre cerco di centrare la termica, sono a non più di 100 mt dagli alberi sotto di me e a non più di 80 mt dal costone
una turbolenza mai sentita prima mi solleva l'ala sinistra, mi tira su la coda, e mi butta verso il costone e gli alberi; come prima reazione barra e piede sinistri a fondo corsa, ma non succede nulla l'ala destra continua a puntare in basso mentre il filo di lana scappa a sinistra
soluzione di ripiego, centralizzo e barra avanti, poi subito comandi a destra (contro la montagna) un paio, di secondi e riprendo pieno controllo del mezzo.
Il tutto sarà durato non più di 3-4 secondi.
Fortuna vuole che io sia alle prime armi e ancora non abbia tutta questa tranquillità a costone sotto cresta, altrimenti fossi stato più vicino, e con meno spazio sotto di me ci avrei sbattuto contro.
Per quanto riguarda la velocità non ricordo ma era certamente abbondante, a costone sono sempre sopra i 100km/h - 110km/h e rallento in termica solo a cresta acquisita.
Da allora ho fatto altri voli e mi sono avvicinato anche molto di più ai costoni senza incontrare mai un fenomeno del genere.
L'idea che mi sono fatto è che la termica, che non partiva, a un certo punto deva aver staccato una bolla piccola ma abbastanza forte
proprio un centinaio di metri sotto di me (ero sopra lo spigolo del Forte Orino sul lato sopravento); a quel punto l'ala sinistra era dentro mentre la destra era fuori con il risultato che l'ala sinistra mi si è alzata senza possibilità di "raddrizzare" con gli alettoni mentre il timone ha funzionato (filo di lana spostato).
Alla fine la termica, una volta agganciata era una bomba, turbolenta ma con valori fino a +4,+5 m/s.

Qualcun'altro ha avuto esperienze del genere ?

Credo di non sbagliare se dico che più di qualcuno si è trovato sulle piante o peggio sulle rocce, con conseguenze spesso disastrose, a causa di situazioni simili.
Soprattutto sarà capitato a pilosti esperti che volano con margini più ridotti dal costone e a velocità più "tirate".
Fortuna ha voluto che avessi spazio per riuscire a venirne fuori dando, alla fine, piede e barra verso il costone, potendo così riprendere il controllo degli alettoni e spostarmi a valle.

La cosa ch più mi lascia perplesso è come capire ed evitare tali situazioni? In una giornata debole da sopravvivenza si è portati a stare vicini al costone cercando di galleggiare e di guadagnare un metro alla volta, qui appunto mi sono trovato, da un momento all'altro da una situazione "moscia" ad una situazione turbolenta senza il minimo preavviso.

Berto
Pterodattilo

Italy
1286 Posts

Posted - 09/06/2012 :  01:18:38  Show Profile  Reply with Quote
Argomento spinoso, ne parlavo giusto oggi con un amico.
QUale è la velocità giusta da tenere a costone?
E soprattutto, quali criteri tenere?
Dopo aver appreso che Galetto, che reputo uno dei piloti più prudenti e assennati in circolazione (e a cui faccio i miei migliori auguri con un abbraccio forte a lui e famiglia ... anzi, no, non tanto forte, ammaccato come è ora non vorrei peggiorare la situazione ... scusa Giorgio, solo una battuta per sdrammatizzare ) è precipitato su un costone viene da chiedersi se sia possibile costonare senza esporsi a rischi oggettivi eccessivi.
Spero che Giorgio, una volta ripresosi, voglia condividere con noi le sue riflessioni ed esperienze per aiutare noi, piloti certamente non al suo livello, ad evitare errori come quello riportato qui, magari un pò più bassi e un pò più vicino al costone ...

Marco Bertoluzza
AVM Voghera

... intanto mettilo a terra, poi parliamo dopo ...
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Parsifal
Falchetto

Italy
166 Posts

Posted - 09/06/2012 :  08:53:53  Show Profile  Reply with Quote
Grazie per aver condiviso questa esperienza e quella sul fuoricampo, trovo che sia molto più utile discutere sul forum di queste cose, piuttosto che di politica, tasse, etc.
Anche se ci si espone a qualche rimbrotto (vedi topic sul fuoricampo)
Trattandosi di situazione frequente, soprattutto in condizioni stabili, su tutti i costoni (mi è capitato a metà maggio con il Duodiscus su Poggio Bustone insieme ad Alex Bruttini), mi piacerebbe avere la valutazione di qualche pilota più esperto di me sulle manovre di scampo che racconti.
Ciao e buoni voli



... fai delle nubi il tuo carro, cammini sulle ali del vento ... S.104,3

Edited by - Parsifal on 09/06/2012 08:54:29
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Lukes
Pterodattilo

1089 Posts

Posted - 15/06/2012 :  19:36:10  Show Profile  Visit Lukes's Homepage  Reply with Quote
Giorep, forse hai trovato qualcosa come la bolla che "rimbalza" in alto contro il limite di stabilita e poi scende ? Forse l'hai presa in salita ?
Questa si presume sia stata la causa di qualche incidente mortale a costone, di cui l'ultimo che ricordo e' quello del Discus di valbrembo.
Il fenomeno (che non saprei dire se compatibile con quanto tu hai trovato) e' interessante, inaspettato e descritto, credo, anche su questo forum da qualche parte, proprio dopo l'incidente del Discus.

Da quello che scrivi immagino che potrebbe essere una qualsiasi bolla: forse la velocita orizzontale del velivolo era tale per cui, con la composizione di quella verticale da turbolenza, e' risultato un angolo d'incidenza oltre quello di stallo ?
Una registrazione con dati precisi di angoli di assetto, accelerazioni, traiettoria, ci aiuterebbe moltissimo a capire. Tra poco arriva lo scatolino che registra tutto questo e, forse, qualcosa in piu si riuscira a capire.
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Planando
Falchetto

Italy
197 Posts

Posted - 15/06/2012 :  23:31:27  Show Profile  Visit Planando's Homepage  Reply with Quote
Grazie Giorgio. Volevo capire se stavi girando o costonando. Io volo in montagna e dopo i primi spaventi mi sono imposto di NON CHIUDERE MAI IL GIRO vicino al costone ancor di più in condizioni deboli.
I motivi sono molti e più volte trattati. Tenete presente che ancor più pericoloso della termica violenta, é la discendenza che la circonda. Non perché vi porta giù, ma perché quando l'aliante vi entra mette il naso in alto ( l'aliante si comporta come una bandierina segnavento) e perde subito velocità.
In genere se sono costretto a raschiare il costone trovo abbastanza efficace la tecnica degli 8.

Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo.
(Robin Williams, prof Keating in "L'attimo Fuggente")

Edited by - Planando on 15/06/2012 23:31:47
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pedro
Falchetto

111 Posts

Posted - 16/06/2012 :  11:30:24  Show Profile  Reply with Quote
A me hanno insegnato che sotto cresta non si gira mai, al massimo si fanno degli otto.
Mi hanno anche insegnato che a costone serve velocità e ancora velocità, sempre velocità, credo che molti concorderanno che 100-110 km/h sono decisamente pochi, con 5m/s in giro (18km/h di verticale) basta un attimo a mancarti l'aria sotto il sedere. Il guaio che spesso non sai che ci sono, credi che sia aria calma e poi zacc! qualcuno me l'ha raccontato e altri purtroppo no, avere l'aliante che non risponde alla barra è una esperienza che non si può augurare a nessuno.
La tua esperienza ne è la conferma, purtroppo in Italia se ne parla al corso e poi poco o nulla, dove a volte rischi pure di tamponare "gli esperti", in Francia ogni mattina al breefing il primo argomento è sempre la "Vitesse", un serbatoio di energia che spesso in grado di tirarti fuori dagli imprevisti dell'aria.




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freewing70
Pterodattilo

Italy
1256 Posts

Posted - 17/06/2012 :  17:52:53  Show Profile  Visit freewing70's Homepage  Reply with Quote
Qui ad Aosta la condizione molto simile a quella che descrivi e' quasi "normale", nel senso che capita di frequente.
Purtroppo l'inversione sotto cresta e' spesso presente, come oggi; 30 nodi da E sotto i 2200 m, e vento da O-S-O sopra con basi molto altalenanti sino a 3.500 m e anche oltre.

Non sono affatto un pilota esperto e piu' volo e piu' alzo il mio margine di sicurezza: qualcuno in aeroclub mi dice "sin troppo", ma tant'e'!

Volo in montagna dal 1998 e mi son fatto un'idea; si giunge ad una fascia di inversione sotto le creste dove c'e' un gran ribollire di +5 e di -5 con la sorpresa che ogni tanto "un quid" ti alza l'ala esterna rispetto al costone e tende a buttarti contro. Quando poi una termica riesce a forare l'inversione l'aria tutto attorno sembra fare un rotore molto violento; se stai attorno ti alza l'ala (proprio come ti e' capitato), se stai dentro ti spara in alto, ma sbuchi in una zona dove magari il vento va dalla parte opposta, e li' anche lo stallo e' in agguato, infatti spesso anche la coda viene alzata violentemente quando si buca l'inversione.

Ma e' solo una mia idea, uno schema per spiegare situazioni analoghe.
Ribadisco: non sono un esperto.

Sul pendio attorno all'aeroporto di Aosta ci sono alcuni relitti a fare da pro-memoria.
Vi ho assistito piu' volte come spettatore, e in genere non e' andata bene.


(Qui più grande https://lh5.googleusercontent.com/-ozldGENpbVY/T93RnCy3FUI/AAAAAAAAEUQ/GCDdYn5lS7E/s1276/12+-+1 si vedono bene le ali distaccate)

Non conosco la ricetta perfetta, ma fare degli 8 e' la base (vai a Rieti: li' spiegano bene e le condizioni non sono in genere violente, ma molto istruttive).
Prima di girare la termica contro il costone serve spazio e tanta energia da sfruttare: velocita'. Personalmente quando la situazione assomiglia a quella che descrivi viro tranquillamente anche a 130 Km/h: con +5 ti basta stare nella fascia di ascendenza, non serve volare lenti... e se "quel quid" prova a buttarti contro il pendio, o ad alzarti il sedere, ti ritrovi con energia per contrastarlo.
Ad ogni modo in simili condizioni non e' geniale raschiare i costoni.

Oh, ricordiamoci che e' un gioco.
- Enrico

PS
Ieri ho fatto 4 chiacchiere con Michel Trial: mi ha detto che Giorgio nella gara a Vinon ha agganciato un albero con l'ala; ma ricordiamoci che lui e' un campione, oltre ad essere allenatissimo, e che i piloti della Domenica (me compreso) non hanno affatto la gestione dei margini che puo' avere uno come lui.

- enrico
www.architettogirardi.it

Edited by - freewing70 on 18/06/2012 10:50:20
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giorep
Pulcino

Italy
16 Posts

Posted - 17/06/2012 :  19:21:28  Show Profile  Reply with Quote
ciao,
in pratica mi trovavo sopra uno spigolo ,ero già sopra cresta, stavo galleggiando. Vivacchiavo facendo degli 8 e cercando quando possibile di chiudere il giro. Tutto questo con una velocità attorno ai 100-110 km/h, di più, trattandosi di galleggiamento significava perdere quota. All'improvviso mi si alza l'ala e vengo buttatto verso il costone con gli alettoni a fondo corsa che non rispondono. Era una condizione strana, mi sentivo sicuro essendo l'aria tranquilla e poi la botta. In altre situazioni con costone portante da sottocresta mi sono tirato su con degli 8 eseguiti sempre con velocità sostenuta e rapportata ad ascendenza e turbolenza.
Solo in questo caso mi è capitato di passare da aria quasi morta ad una situazione turbolenta. Tenete conto poi che ero lì "appoggiato" da non meno di 20 minuti quindi la cosa è stata inattessa e improvvisa.
Dopo di che la giornata è "partita" con delle termiche tutte piuttosto turbolente e con delle belle discendenze tra una salita e l'altra.
Come poi dice Lukes può anche essersi trattato di una bolla rimbalzata sull'inversione e tornata giù.
Provo a verificare se ho ancora il file registrato sul logger, all'epoca non lo avevo neanche scaricato essendo stato un volo incocludente; alla fine non riuscendomi a spostare, causa top basso e assenza di cumuli avevo sfruttato la giornata provando a salire senza variometro acustico.
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maverik
Aquilotto

Italy
236 Posts

Posted - 18/06/2012 :  08:40:58  Show Profile  Visit maverik's Homepage  Reply with Quote
...questi si chiamano "sveglia baucchi"...
Il probrlema è, che a quanto sembra, siam tutti baucchi... solo che qulcuno poi lo racconta e qualcun altro no.

Se vedete qualcuno che abbassa l'asticella... voi alzatela...
- Quando voli in costone devi sempre sapere esattamente a quale velocità stai volando... ("cazzata" n.1 che da sola basterebbe a spiegare cosa ti è successo)
- Il fatto di volare lontani dal pendio per volare sicuri non vuol dire che puoi volare con le ali a 90° rispetto al pendio e perfettamente livellate... e tirando quando senti le bolle o semplicemente lasciando che il muso si alzi... senza poi prenderdi questi "spaventi".
Se avevi un Nimbus4 eri, probabilmente, morto...
- Sta cosa del muso che si alza non la sopporto proprio... quando senti il muso o, peggio, solo l'ala che si alza devi PICCHIARE !

L'aumento dell'angolo di incidenza unito all'aumento temporaneo di velocità, con conseguente "tirone per salire alla grande" è una trappola che ha già ammazzato molti piloti... Lo fai se arrivi a 150Km/h e quindi hai tutta l'energia necessaria per fare un 360° in salita, o alla peggio a zero se hai scambiato una bolla per un tarmica... non quando sei già in costone in dinamica, quindi in condizioni deboli, quindi lento...

Se devi chiudere il primo 360° (o anche solo un 180° per rientrare con la virata fatta in zona di ascendenza) la prima cosa da fare è abbassare il muso per prendere velocità e margine e contemporanemanete prendere aria allontananandosi dal costone ... poi quando hai il costone in vista sull'altra ala decidi se chiudere o meno... MA CON IL MUSO SEMPRE BASSO.

Se come ti allontani rpecipiti significa che la termica non è ancora abbastanza forte da permetterti di chiudere un 360° in salita e, con maggiore velocità attraversi comunque le zone di ascendenza con minori perdite e ti riallinei al costone perdendo la minima quota necessaria...

Se senti la bolla in costone e tiri subito per poi cercare di "chiudere" la virata è chiaro che:
- prima perdi i riferimenti visivi e poi
- perdi l'energia necessaria per attraversare 2 volte la turbolenza dovuta alla discendenza circostante...

Se poi sei al limite dell'inversione e cerchi di "bucarla" allora devi pensare di essere sulla cima di un pentolone che ribolle (con il tappo appena sopra la testa) in cui la velocità e l'angolo di incidenza sull'ala variano continuamente e, a volte, così tanto da ridurre in modo sensibile (o drammatico) la risposta dei comandi (altettoni e elevatore)...

Ma il direzionale... CAZZO NO ! Se non reagisce è perchè eri troppo lento, con il muso troppo alto e l'ala esterna già più alta di quella sul costone... e se senti così "duro" molla subito o rischi di finire in vite !

Il giorno che perdi la sicurezza del fatto che "puoi sempre allontanarti dal costone semplicemente con un po' più di barra in avanti e un po' più di piede esterno..." significa che ha staccato il primo bonus da un blocchetto i cui fogli prima o poi finiscono...

Spero che Giorgio scriva presto cosa gli è successo... perchè l'equazione delle mogli "se è successo a lui che è campione del mondo..." non abbia come risultato altre defezioni.

Volare è bellooooooooooooo! Anche senza OLC, anche senza record, senza area task... anche senza bisogno di dimostrare sempre chi l'ha più duro...

Ho scelto di eclissarmi nella solitudine di una aeroporto senza più volovelisti un po' per "l'inevitabile corso della sotria", ma anche per continuare a volare e per riappropriarmi del mio volo a vela... in cui il volo, anche fosse una planata di venti minuti, torna ad essere il modo in cui mi sento più libero e felice...

p.s. ad Aosta troverete un'ottima "palestra" di volo a vela... dove per fortuna non si ammazzano gli allievi, ma dove in molti ci han già lasciato la pelle... è tragico, ma, al momento (e non per fortuna) è un'equazione che sembra tenere... ricordiamoci sempre del perchè.
Le montagne sono ferme, il vento e le termiche fan quel che vogliono... Chiediamoci sempre se abbiamo in mano la barra o l'ucc...



Non serve nessun coraggio per decollare... ne serve di più per restare a terra quando "non è aria"...
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giorep
Pulcino

Italy
16 Posts

Posted - 18/06/2012 :  19:56:38  Show Profile  Reply with Quote
ciao Maverik,
per quanto riguarda la velocità non ero così lento ma viaggiavo tra i 100 ed i 110 km/h con una distanza da cresta e costone di 80 / 100 m; il direzionale funzianava alla grande infatti mentre l'ala sinistra veniva su e non rispondeva agli alettoni con il piede sinistro a fondo corsa il filo di lana era tutto a sinista.
La condizione era calma e non ho fatto nessuna tirata in ascendenza, ero lì a girare ad inclinazione minima cercando di non perdere la quota e la cresta.
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pedro
Falchetto

111 Posts

Posted - 18/06/2012 :  21:42:27  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by giorep
quanto riguarda la velocità non ero così lento ma viaggiavo tra i 100 ed i 110 km/h

Formosa parla di 50-60km oltre il triangolino giallo...

http://www.postfrontal.com/PDF/Sicurezza_e_volo_in_pendio.pdf
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Lukes
Pterodattilo

1089 Posts

Posted - 19/06/2012 :  09:41:16  Show Profile  Visit Lukes's Homepage  Reply with Quote
Vista la variabilita delle condizioni, che cambiano da giorno a giorno, e da zona a zona, credo che un valore predefinito di velocita non sia definibile universalmente. E non so quanti volino a costone *sempre* a 150 km/h ....
Credo sia piuttosto da adeguare la velocita alle condizioni che si incontrano.

Edited by - Lukes on 19/06/2012 09:42:34
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Berto
Pterodattilo

Italy
1286 Posts

Posted - 20/06/2012 :  01:39:31  Show Profile  Reply with Quote
Volando a 150 col mio aliante io scendo anche se trovo dei +3 o +4, di solito tengo i 120, considerando che il mio aliante stalla a 60. Però non sono molto d'accordo con Lukes, se adattiamo la velocità alla situazione riusciamo proprio quello che è successo a Giorep, io penso che bisogna avere il buon senso di mantenere la velocità minima che il nostro aliante richiede, e se nonsi riesce a salute vuol dir che non era giornata; ricordiamoci che abbassare la velocità equivale a rischiare la pelle.

Marco Bertoluzza
AVM Voghera

... intanto mettilo a terra, poi parliamo dopo ...
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icenix
Pterodattilo

Switzerland
930 Posts

Posted - 20/06/2012 :  09:09:58  Show Profile  Reply with Quote
Credo che Lukes intendesse soprattutto "adattare la velocità" verso l'alto.
Esempio, se è una giornata movimentata meglio arrivare su un costone con un margine in eccesso, se è una giornata loffia i 120 vanno benissimo.
Se è un costone che conosci sai già cosa fare, altrimenti nel dubbio accelera un po'.

La velocità va poi tarata sul mezzo. K7 e Nimbus 4 hanno leggere differenze nella polare. Immagino che volare sul K7 riferendosi alla polare del Nimbus o, a maggior ragione, viceversa sia un bel modo per avvicinarsi all'aldilà.

Penso che fosse questo il senso del suo discorso.

Roberto Nivini -- HB-1942 V1
ACAO Calcinate
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Lukes
Pterodattilo

1089 Posts

Posted - 21/06/2012 :  00:59:40  Show Profile  Visit Lukes's Homepage  Reply with Quote
Si, Icenix, naturalmente.
Dare dei numeri fissi, "a prescindere", e' poco sensato, a mio avviso.
Come quelli che dicono che in termica con quel tale aliante bisogna girare a XX km/h (e ora vai con la never ending discussion :-)

Edited by - Lukes on 21/06/2012 01:00:09
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freewing70
Pterodattilo

Italy
1256 Posts

Posted - 21/06/2012 :  09:44:49  Show Profile  Visit freewing70's Homepage  Reply with Quote
Concordo con Lukes.
Qui da noi "i big" spesso dicono "vola per assetti e cerca di sentirlo".

- enrico
www.architettogirardi.it
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