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 L'angolo delle "cazzate"
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Tellurico
Pterodattilo

Italy
6040 Posts

Posted - 19/07/2006 :  15:36:06  Show Profile  Visit Tellurico's Homepage  Reply with Quote
Ciao a tutti, apriamo questo nuovo topic che sarà un raccoglitore di racconti di "cazzate" (errori, distrazioni, ecc.) fatte in volo o a terra (naturalmente sempre nel contesto).
Ovviamente, lo scopo è quello di sensibilizzare per fare in modo che altri evitino di ripetere il nostro stesso errore.

Prego tutti (me per primo) di evitare, per questo post, di aggiungere commenti inutili e non costruttivi in modo da tenere più accessibile e leggibile possibile questo "raccoglitore".

Grazie!

Giuliano

Edited by - Tellurico on 19/07/2006 15:40:02

michele
Pterodattilo

Italy
4917 Posts

Posted - 19/07/2006 :  15:39:37  Show Profile  Reply with Quote
Cazzata #1 - Ma quanta fretta

Sabato pomeriggio, si decide di decollare e si parte; il PW5 e' pronto da un pezzo tutto e' stato controllato.
Inizia la frenesia del direttore di linea, via via via preparati il prossimo sei tu.
Mi accorgo di avere una sete fastidiosa e corro in clubhouse a prendere una bottiglietta d'acqua, l'aliante che decolla prima di me e' ancora in pista, non c'e' fretta.
Torno sul raccordo e il direttore di linea mi riprende perche' dovevo essere pronto da un pezzo.
Una persona mi prepara le cinture di sicurezza, il D.L. mi invita a salire mentre tre persone spingono in fretta e furia l'aliante in linea.
Non fa molto caldo ma l'inutile attesa in testata pista e' fastidiosa.
Arriva il traino, mi agganciano al volo e inizio il rullaggio al traino.
Mi stacco da terra, e dopo qualche secondo sento un tonfo dietro la schiena. Al momento mi preoccupo un po' pensando a cosa si puo' essere sganciato ma realizzo subito. La bottiglietta d'acqua appoggiata sopra lo schienale per riuscire a salire di corsa mi e' finita dietro lo schienale.
Faccio 3 ore e mezza di volo pensando alla bottiglia e al D.L. con una sete che mi auguro di non riprovare mai piu'.

Michele Borghi
AVL - http://www.avl.it

Se la prima volta non ti riesce, il paracadutismo non fa per te. [Legge di Murray]

Edited by - michele on 19/07/2006 15:40:06
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michele
Pterodattilo

Italy
4917 Posts

Posted - 19/07/2006 :  16:12:39  Show Profile  Reply with Quote
Cazzata #2 - Capottina

Sabato pomeriggio, ormai ho fatto un po' di voli col PW5 lo conosco bene.
Chiudo la capottina in linea e controllo come al solito la chiusura premendo con le mani verso l'alto.
Decolliamo, tutto tranquillo. Ormai stiamo facendo il tratto verso le montagne e siamo gia' abbastanza alti.
L'L5 davanti a me si inclina verso destra, ha preso un trombone e mi preparo ad attraversarlo. Il PW5 sopporta meno facilmente la colonna d'aria che sale e mi prendo una bella botta, si inclina verso destra ma lo correggo subito.
Durante la manovra ecco il fattaccio, un secco clack seguito da un forte fruscio aerodinamico; il gancio sinistro della capottina si e' aperto.
Realizzo subito quello che e' accaduto e faccio subito un po' di considerazioni:
- i ganci sono due, non c'e' il rischio immediato per la capottina
- quel gancio e' bastardo, lo conosco; per chiuderlo mi servono entrambe le mani ma non posso toglierle dai comandi al traino soprattutto in una giornata cosi' turbolenta e col PW5 che e' un aquilone.
- sgancio e faccio un rientro d'emergenza o continuo e mi occupo della cosa con calma dopo lo sgancio?

Decido che e' meglio arrivare alla quota di sgancio, non voglio atterrare di corsa con un gancio solo chiuso, le mani in atterraggio mi servono entrambe e posso tranquillamente chiudere la capottina una volta sganciato.
Piloto con la sinistra e tengo la capottina con la destra.
Arrivato alla quota di sgancio uso la destra per sganciarmi lasciando per pochissimo la capottina, viro a destra e rallento al triangolo giallo.
Uso entrambe le mani e chiudo finalmente la capottina, un bel sospiro e mi godo il volo.

Mi sono sempre chiesto ho fatto bene a continuare al posto di rientrare in emergenza? Mi sono sempre risposto "si" ma forse perche' so che alla fine tutto e' andato per il verso giusto.

Michele Borghi
AVL - http://www.avl.it

Se la prima volta non ti riesce, il paracadutismo non fa per te. [Legge di Murray]
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catoplepa
Pulcino

Italy
68 Posts

Posted - 19/07/2006 :  19:10:27  Show Profile  Reply with Quote
Cazzata #3 - Pedaliera

sabato ore 12, k21 allievo solista...ultimi voli in attesa di esame . tutti i controlli ripetuti più volte, in attesa trainatore..che caldo!! pedaliera regolata e bloccata e ricontrollata!.
arriva il trainatore, agganciato, su l'ala e via si va.
fino a metà pista tutto ok , ma appena si solleva la ruota principale perdo l'allineamento con il trainatore...un pò di piede destro..un rumore e.. via la pedaliera non c'è più, finisce dove con il piede non posso raggiungerla!! sono allacciato molto stretto e per arrivare al pomello dei pedali faccio molta fatica,abbasso lo sguardo per trovarlo ed involontariamente faccio su e giù con la barra ( fortuna che siamo già a 2-3 mt da terra).tiro il pomello ed ecco i pedali, mi riallineo e ritrovo il giusto assetto.
quando possibile avverto il direttore di linea dell'inconveniente e confermo tutto ok, raggiungo quota di sgancio e quando sganciato mi sistemo la pedaliera per bene, ora sento il clack del fermo... mi rendo conto che quando ero a terra il clack non l'avevo sentito!!!tutto ok mi godo il volo . da allora quando blocco la pedaliera .. il clack fa parte dei miei controlli!!

Christian Cantarelli
AVL
catoplepa1@yahoo.it
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arabafenice
Pterodattilo

Italy
1465 Posts

Posted - 19/07/2006 :  21:03:00  Show Profile  Reply with Quote
CAZZATA #4
Lo sgancio dal traino.
Mese di Maggio di un anno che nn ricordo, anche se so.
Stranamente la giornata è caratterizzata da vento proveniente da Nord.
Monto il mio giocattolo, non ho mai volato in tali condizioni ma sopravvaluto la situazione in quanto le mie 5 ore le ho fatte col PW5 in una giornata simile.
Il Robin rulla, io decollo presto (ho i flap a +5 come prescritto dal manuale), poi siamo tutti in volo.
Inizia il balletto.
Ho il gancio baricentrale quindi bisogna essere vigili su tutti i comandi.
Il robin sale io scendo, poi scende lui e salgo io..insomma, una "bachata" di quelle giuste (per chi conosce il latini americani, ndr)
Arrivati all'incirca alla quota di sgancio stabilita, il piro-piro emette un acuto, degno della Callas.
Siamo sulla verticale Lago di Alserio.
Tiro il pomello e viro a dx come mi hanno insegnato.
Il Resegone è nell'orizzonte, ma...cosa succede?
caspita non vira...
cosa succede????!!!!
che rumore è?
azz, dai +5 m/s a salire sono in un -8...(ho il vario +- 10)
Poi un botto.
Il primo pensiero? "Ho cozzato sul Robin".
Infatti, subito mi accorgo che quando ho sganciato ( o meglio credevo di esseremi sganciato) il Robin non era nell'orizzonte!!!
Viro un poco a Dx e un poco a Sx...l'aliante risponde..il cabra-picchia pure...ma...azz, sono a 400m ad alserio con vento teso da NOrd!!!!
Torno subito verso il campo...discendenza forte e costante...150 m, abbozzo un giro in prenotazione perchè mi sembra ci sia un valora..poi lascio stare..inutile incartarsi ulteriormente...entro in sottovento praticamente sorvolando la pista col vento in culo...al traverso della testata Sud,allargo un pochino per fare una base a 180°..spalanco tutta la biancheria a disposizione (diruttori + flap), mi ricordo che è meglio inclinare notevolamente piuttosto che virare piatto...finale bello ripido...poi la rotazione dolce per nn sprofondare (il flap molto positivo è bastardello...)
Sono a terra.
Cosa è successo?..semplice..allo sgancio non avevo il traino nell'orizzonte, non ho visto il cavo andarsene..ecc.ecc
Ero ancora agganciato!!!
Poi si è spezzato il cavo....e mi ha "frustato"...
Per la cronaca, il Robin è atterrato dopo di me con soli 4 m di cavo...
Quelli che si chiamano "5 minuti da dimenticare" o ricordare...

"come l'araba fenice, che vi sia ciascun lo dice, come sia nessun lo sa"





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Fred
Aquilotto

Italy
360 Posts

Posted - 20/07/2006 :  11:59:11  Show Profile  Reply with Quote
CAZZATA #5 Fuoricampo sotto i cavi
Quando sono arrivato in prossimità dei cavi in cortissimo finale ad una quota di circa 5 metri dal suolo, ho visto che i cavi erano a 4! Pronta affondatina, qualche secondo e il dolce atterraggio nell'erba.
L'errore è stato infilarsi al centro dei due tralicci dove i cavi sono molto vicini a terra. Sarebbe stato sufficiente restare 10-15 metri più a destra o più a sinistra, visto che il campo lo permetteva.
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facocero
Pulcino

80 Posts

Posted - 20/07/2006 :  12:18:47  Show Profile  Reply with Quote
Cazzata numero 1 (di tante)
Estate, stage a Rieti, primo volo da solista dopo quelli di ambientamento.
Mi tocca il PW5 O'malamente.
Avevo già volato sul PW5 e non lo amavo particolarmente.
Ero piuttosto incazzato per l'assegnazione dell'aliante, avrei voluto volare uno dei DG300, ma la direzione stage voleva che facessi le 5 ore e il PW5 è la macchina adatta a quello scopo.
Contemporaneamente a noi volavano i militari per la settimana di allenamento dei mondiali militari, per cui gli alianti erano disposti in attesa dei traini su due file, a ovest quelli del Centrale e a est quelli militari.
Chiaramente i decolli avvenivano alternativamente, un militare e uno del Centrale, con due traini che si alternavano.
Mi sono preparato, mentre il militare davanti a me agganciava.
Gli hanno sollevato l'ala, iniziata la corsa, un'imbardata verso sinistra, ha sganciato, era a terra, nessun problema.
Nella mia testa: azz....speriamo in bene, se uno che fa i mondiali fa ste cazzate, chissà cosa posso fare io.
Viene riallineato, il traino è tornato e si prepara al decollo.
Io sono nel PW5, al caldo.
Decolla , nel frattempo il mio traino si avvicina, mi preparo ad agganciare, quando si vede che l'aliante appena decollato si è sganciato, a forse una cinquantina di metri di quota sulla testata nord della pista.
Imposta una virata a sinistra, fa il pelo alla torre e atterra.
Il nostro traino spegne il motore, un attimo di pausa.
Veniamo a sapere che si è rotto il cavo e tra me e me ripensavo alle possibili emergenze, a quella quota io sarei andato dritto, non avrei cercato il rientro, tuttavia Rieti è largissimo, atterrabile anche di traverso...per cui rimuginavo e iniziavo ad avere dubbi.
Mi chiedono se sono pronto, dico di si, pensando ai miei dubbi alla doppia sfiga del pilota che mi ha preceduto.
Aggancio, su l'ala, breve corsa di decollo, sono in aria.
Giornata ben turbolenta per cui sudatona per tenere il PW5 decentemente allineato al trainatore.
Due tre minuti di volo, in sottovento, riprendendo confidenza con la sensibilissima barra del PW5, inizio a rilassarmi.
Siamo quasi a quota di sgancio, sul tirassegno, circa. Vedo il traino schizzare in alto, non ho quasi il tempo di reagire che prendo un calcio nel sedere, vilento, verso l'alto.
Prendo una zuccata incredibile contro la capottina, mi si appanna per un attimo la vista, fatico a capire dove è finito il traino, quindi sgancio.
Nei minuti che hanno preceduto il decollo, mentre assistevo prima all'imbardata poi all'emergenza del militare avevo allentato le cinghie, non ricordandomi di stringerle.
Per qualche minuto il dolore alla testa e al collo è stao veramente intenso, pian piano sono riuscito a ritrovare la posizione sul sedile e a muovere la testa.
Nel frattempo sono precipitato a 500 metri, risalgo faticosamente e concluderò le mie cinque ore a 4 ore e 50 minuti, cercando fino all'ultimo di sfruttare gli zerini che ormai si spegnevano.
Alcuni insegnamenti: le due emergenze che ho visto mentre attendevo il mio turno mi hanno scosso. Avrei fatto meglio a scendere e a sgranchirmi le gambre, decollando dal fondo della fila, oppure avrei potuto optare per non volare. I primi minuti di volo ero molto a disagio, volare non è un'obbligo ma deve essere un piacere.
Non ho stretto le cinghie, non ho ripetuto i controlli quando finalmente è stato il mio turno di decollo.
L'unica cosa giusta di quel volo è stata quella di sganciarmi quando mi sono trovato dolorante e disorientato dopo la testata contro la capottina.
E poi, e questa volta non è colpa mia...se quello str...del militare si fosse riaccodato alla fila dopo l'imbardata e non avesse tentato subito il secondo decollo...avrei avuto mezz'ora di sole in più per terminare le 5 ore!

Cogito, ergo escogito.
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Tellurico
Pterodattilo

Italy
6040 Posts

Posted - 20/07/2006 :  17:17:19  Show Profile  Visit Tellurico's Homepage  Reply with Quote
Cazzata #7 - Tanto va la gatta al LARGO

In realtà si tratta di più episodi avvenuti nelle mie "prime 50 ore di volo", tutti molto simili tra loro, quindi ne racconterò solo uno significativo ma la morale è sempre la stessa.

Sto volando tranquillo sul Bolettone con l'Astir D-7686, giornata abbastanza fiacca ma con un po' di vento da Nord (una decina di KM/H). A un certo punto seguo un gruppetto di alianti di Voghera in stage ad Alzate verso il S. Primo. La quota c'è, nessun problema. Arrivato al S. Primo sopra cima arriva il PILOTA X (non farò nomi) con l'Astir D-7516 e mi dice "andiamo a Ovest dai!". Non conoscevo bene il Pilota X, ma avendolo visto diverse volte al campo pensavo fosse uno abbastanza esperto. Inotre ha la mia stessa efficienza quindi penso "lo seguo!".
Partiamo sparati verso la Svizzera, tagliando diretto in direzione di Lugano (inizialmente i due di Voghera ci seguono poi si separano). Iniziano le discendenze... sempre peggio... non c'è l'ombra di un valore e ormai siamo al di là del lago a poco più di 1.000 metri QFE. Inizio ad avere un po' di gnagnera ma vedo che lui prosegue dritto, e fidandomi vado anch'io. Morale: riagganciamo a meno di 800 metri sul lago vicino alla città di Lugano, con l'aeroporto già in vista.
Sento un valorino e lo stringo all'inverosimile. Diventa sempre più costante e ricco. Rifaccio quota, mi unisco ai piloti Y e Z (loro li conosco bene) e torniamo praticamente in formazione verso Alzate con tutta la quota e soprattutto prendendo le creste dalla parte giusta...

Il consiglio che darei soprattutto a chi è ancora "alle prime armi" è: non seguite mai qualcuno che non conoscete a fondo e di cui non avete una fiducia cieca (e anche in questo caso seguitelo con le pinze e sempre calcolando le planate e i rientri per conto vostro, senza affidarvi ai suoi calcoli).
Mi è capitato diverse volte e vi garantisco che è una sensazione bruttissima. Se a un certo punto "non ve la sentite di andare avanti e volete tornare indietro" non c'è niente di cui vergognarsi! Anzi vuol dire che siete persone che conoscono i propri limiti. Molti purtroppo pensano di conoscerli ma in realtà finiscono per mettere in crisi loro e chi si portano appresso.

Giuliano

Edited by - Tellurico on 20/07/2006 17:21:29
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Cincillà
Aquila imperiale

Italy
433 Posts

Posted - 21/07/2006 :  12:02:26  Show Profile  Reply with Quote
Direi di più. Non seguire mai qualcuno solo perchè lui è davanti. Bravo o non bravo che sia.
Un conto è volare insieme (in due o in tre etc.) con uno più bravo o no, ma questo significa pianificare il volo, parlarsi, dividersi i compiti e scambiarsi le informazioni.
Andare dietro a qualcuno, magari più bravo (??), è una cazzata solenne. Significa buttare il cervello all'ammasso, e prima o poi si paga.
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Tellurico
Pterodattilo

Italy
6040 Posts

Posted - 21/07/2006 :  12:14:15  Show Profile  Visit Tellurico's Homepage  Reply with Quote
Ottimo compendio, grazie Roby!

Giuliano
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scheggiafly
Aquila imperiale

Italy
463 Posts

Posted - 24/07/2006 :  20:19:11  Show Profile  Reply with Quote
Sabato pomeriggio, io, il Bocchi ed il mitico Janus.
Partenza e via: Valtellina, Bernina, acceso luci e...3300 m (ECO)
Un fresco lussurioso (si sentivano i pivelli che razzolavano a 1000 m con 40°)poi il ritorno.
Finale, fuori tutto, 80 km, bacetto all'asfalto e lo Janus non si ferma più.....
E' successo che la levetta del freno, posta sul tamburo, era bloccata: per fortuna la pista era sgombra, assenza totale di vento e la velocità bassissima.
Prima del decollo è mia abitudine (chiedete pure) fare una prova di trazione con il cavo attaccato, ma quel povero diavolo che lo aggancia mica puo' trascinare l'aliante per 1 m.
Morale: data l'impossibilità di ogni altra verifica, quando il trainatore tende il cavo converebbe provare l'efficacia del freno.
Morale bis: ma chi ha volato prima di me possibile non si sia accorto di nulla; questa è ignoranza consapevole!
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Mastino
Pulcino

45 Posts

Posted - 25/07/2006 :  15:11:34  Show Profile  Reply with Quote
21 luglio 2006

Deconcentrato e affannato per il TROPPO caldo, in prenotazione chiamo Alzate e confermo "carrello estratto e bloccato".

A terra non c'è alcun traffico, nessun aliante sul raccordo in attesa del traino.
Quindi decido di atterrare lungo sulla pista asfaltata e non su erba come faccio di solito poichè ho in mente di ridecollare subito.

Il finale è un pò veloce ma non troppo, quello che sarebbe bastato per arrivare prossimo alla testata.
Comunque è buono: velocità e traiettoria verso punto di mira sono costanti; poi la toccata...

Mi accorgo che qualcosa non va quando alla solita altezza da terra non avverto la ruota toccare.
C'è voluto un'attimo, forse meno... La percezione di essere più basso di nemmeno mezzo centimetro più del dovuto: "...il carrello non c'è..."

La strisciata è stata lunga e dritta, poi una debole curva verso sinistra nel tentativo inutile, sia per l'esito che per i danni, di uscire sull'erba.

Non mi sono spaventato ma vedendo che il "rullaggio" non finiva e che la cabina, ma forse era solo suggestione, si stava consumando mi sono preoccupato per il mio baugigi...

Questo è una di quelle cose che non avrei mai pensato potessero accadermi !!!
Perchè sono un maniaco dei controlli e quando li faccio cerco di essere "presente" con la mente.

Col senno di poi sono iniziati i vari "avrei potuto".
NIENTE: quando mi sono accorto che mancava il carrello ormai era fatta. Non ho voluto inventare niente perchè secondo me é così che ci si fa più male. E comunque anche se la mente è stata rapida nel capire avrei avuto i riflessi per fare una correzione? Secondo me no: ero ormai a un pelo da terra, ero stanco, deconcentrato e accaldato.

CONCLUSIONI?

1) Se non hai voglia non volare.
2) Essere presenti con la mente quando si fanno i controlli (controllare i controlli).
3) Mai dire... mai!
4) Per quanto siamo bravi o giudiziosi, la cazzata è veramente dietro l'angolo: soprattutto se pensi che proprio quella in particolare tu non la farai mai...

...IN CULO AL FRONTE!
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Coolwind
Moderator

Italy
8957 Posts

Posted - 31/08/2006 :  18:20:32  Show Profile  Visit Coolwind's Homepage  Reply with Quote
Dopo aver visto tanti piloti utilizzare borse di acqua con cannuccia allungata ed erogatore, mi sono adeguato, con una variante. Ho preso una bottiglia termica della SIGG con l'adattatore apposito per il "senza mani", praticamente un tappo modificato con chiusura al beccuccio e cannuccia con fissaggio. Sembrava il top. E' andata bene per qualche volo. Ieri ero a bordo di un ASH25, come secondo pilota, e tutto andava per il meglio. Dopo circa mezz'ora proprio mentre stavo pilotando in una termica ho sentito lo spiacevole senso di freddo e bagnato sulla schiena. Per fortuna era un biposto: si era staccata alla base della bottiglia la cannuccia, e un litro di acqua stava uscendo copiosa allagando il sedile, la mia schiena, e pericolosamente vicina alle batterie! Immediatamente ho avvisato, mi sono sganciato e sono riuscito faticosamente a chiudere l'erogatore. Il resto del volo l'ho fatto con schiena e pantaloni inzuppati. Me ne ricorderò a lungo perchè siamo finiti in onda a seimila metri, con -23 gradi all'esterno. Il momento migliore per scegliere di bagnarsi.

Inutile dire che la soluzione della bottiglia termica con erogatore supplementare è tavanata galattica.
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Coolwind
Moderator

Italy
8957 Posts

Posted - 16/10/2006 :  17:48:10  Show Profile  Visit Coolwind's Homepage  Reply with Quote
15/10/06
Il calcolatore di planata sul garmin è impostato sull'aeroporto, la cui altezza è stata aumentata di 300m. In questo modo è come se fossi 300m più basso, e l'efficienza necessaria per arrivarci si riferisce alla quota di sicurezza. Ho aumentato io a mano i valori dei vari LILZ, LILC, LILV.. Essendo un neo pivello volo con due margini di sicurezza: i 300 sull'aeroporto e i 20 di efficienza.
Un terzo margine è nelle carte e nel regolo di planata, se succede qualcosa passo alla versione cartacea che non ha le pile.
Ieri ero basso, ma con quota sufficiente per allargare il rientro e provare il misma. Ci arrivo con il calcolatore che mi dà un 19:1 per il rientro. Lì per lì penso che un giro posso farlo, tanto ho una media di 26 e poi ci sono sempre i 300, hai voglia.
Ma l'occhio mi dice che non è il caso, qualcosa non quadra. Decido quindi di passare in defcon3 e metto prua per una planata in linea retta, che inizio con cautela alla massima efficienza.
Appare chiaro dopo qualche chilometro che la quota non torna, eppure il calcolatore è sceso a 17:1. Le colline sono troppo alte, e passo in defcon2. Mantengo la planata e arrivo a bergamo, la cui collina devo aggirare essendo troppo alta. Il calcolatore adesso mi dice 14:1 ma... non certamente alla quota di circuito. Così chiamo un lungo finale, che compio entrando direttamente dalla virata base alla quota giusta. Atterro e incazzato controllo lo strumento: l'altezza di LILV è 235 invece di 535, per cui la planata era sulla quota zero.
Morale: meno male che ho rispettato l'efficienza 20 e sopratutto ho planato a 29, se avessi "ignorato" anche il secondo margine (di efficienza) non so come finiva.. ma sicuramente basso. Il doppio margine di sicurezza ha funzionato, ma era meglio se non mi serviva provarlo.
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icenix
Pterodattilo

Switzerland
930 Posts

Posted - 03/12/2006 :  13:19:21  Show Profile  Reply with Quote
Ieri sono andato a fare un volo di allenamento. La meteo non era certo invitante ma era un mese che non volavo e quindi valeva la pena anche fare solo una planata.

Decollo senza storia verso le 15 e traino a 1000 metri sul cielo campo. La visibilità e discreta, prima del decollo, da Valbrembi si distingueva l’Albenza e anche in verticale non ci sono problemi.

Cerco di galleggiare sui colli del Canto Alto tra una virata e un’altra e finalmente trovo uno straccio di “zerino” su Villa d’Almè, la classica termica di servizio che mi fa galleggiare a 650 mt per 10 minuti.

Sono soddisfatto di me, riesco a stare appeso ad uno zero scarso nonostante la giornata e guardo senza particolare preoccupazione alla foschia densa verso sud. In fondo l’aeroporto è a 2 km, non riesco a distinguerlo bene ma è li.

Mi chiama Pineto dal traino: “Tutto bene? Dove sei? Guarda che qui si mette male, sta entrando una foschia densissima da sud.”

Gli comunico quota e posizione e un po’ controvoglia abbandono il mio zerino per avvicinarmi alla prenotazione.

Altra chiamata da Pineto: “Se per te è ok facciamo un traino con sgancio di emergenza, ma se vuoi atterrare prima tu aspettiamo.” – “Tranquilli, andate pure io sto andando adesso in prenotazione ma ho ancora quasi 600 metri.”

Certo che verso sud è proprio brutta.

Arrivo al traverso della Glasfaser e vedo il traino al decollo con il twin. Faccio appena in tempo, sempre con prua sud verso la prenotazione a vedere lo sgancio d’emergenza e poi… nebbia. Sono in nube, il terreno non è in vista.

Virata secca, filo al centro, il cervello che dice “controlla la velocità, ricordati della spirale picchiata”.

Dopo qualche secondo (a memoria ne stimo meno di 10) sono fuori, livellato con prua nord e sempre con abbondante quota, è la tranquillità che è meno abbondante. Tra le cose che mi vengono in mente c’è anche il fatto che il DG ha un altimetro molto, troppo ottimista.

Mi metto a circolare giusto a est della Glasfaser perchè a sud è un muro e ricevo l’ennesima chiamata di Pineto: “Dove sei?, Sono in finale, mi vedi?” – “Sono sulla glasfaser, non ti vedo, vai avanti tu che ho ancora quota.”

Quota sempre abbondante, carrello fuori, diruttori provati, Pineto mi chiama: “Vai tranquillo sono a terra.”. Grazie Pineto penso, sarà anche burbero, ma sa quando ti serve una mano e sa come dartela.
Nervi tesi, i classici parametri di sottovento sono tutti saltati e sebbene il terreno sia in vista, non vedo la pista al traverso.

Chiamata radio e entro in un brevissimo sottovento, il caro vecchio campanile è il mio faro. Il sottovento dura un niente, viro in base tenendomi il campanile sulla sinistra. La quota è leggermente abbondante ma del campanile, nonostante la vicinanza distinguo la sagoma o poco di più.

Sono in base, mi chiama la torre: “Mi confermi il carrello?” – “Carrello estratto e bloccato. Sono in base.” Nel casino devo aver fatto una chiamata di prenotazione non proprio a regola d’arte.

Virata finale, velocità e quota a posto, leggermente abbondanti. Diruttori aperti appena appena.

Ma la pista non c’è.

Il fiume è al suo posto, riconosco il ghiaione subito a nord del campo. Riconosco anche il terreno a nord della pista.

Tutto mi dice “OK” ma quei pochi secondi in finale senza vedere la pista sono veramente lunghi.

E poi eccola finalmente, sono fuori dalla foschia, la vedo più o meno tutta, vedo il traino che rulla al penultimo cinesino.

Fuori tutti i diruttori e atterraggio senza storia. Mi fermo al traverso della manica a vento. Un bel respiro profondo e apro la capotina.

Durata complessiva del volo: 26 minuti, tempo tra la prima chiamata di Pineto e l’atterraggio: non più di 7-8 minuti.

Dopo aver recuperato l’aliante mi confermano che anche vista da terra c’era un po’ d’ansia e, dopo la chiamata radio in base, nonostante stessero scrutando il finale mi hanno visto solo una volta a terra.

Cosa ho imparato oggi? Di sicuro ho imparato che anche in una grigia e calma giornata di dicembre la meteo può cambiare repentinamente e Pineto, che non ho fatto tempo a ringraziare, si merità quantomeno un caffé.

Roberto
AVA Valbrembo

Roberto Nivini -- HB-1942 V1
ACAO Calcinate

Edited by - icenix on 03/12/2006 13:28:06
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Coolwind
Moderator

Italy
8957 Posts

Posted - 15/02/2007 :  03:12:33  Show Profile  Visit Coolwind's Homepage  Reply with Quote
E' successo un po' di tempo fa, e ancora mi brucia, ma penso sia utile agli altri per evitare di compiere gli stessi errori.
Decollo con vento da nord e una turbolenza micidiale. In una circostanza simile, qualche settimana prima, avevo retratto il carrello dopo i 500m per evitare di dover tribolare dopo lo sgancio, sapendo che mi sarei trovato impegnato a lottare per tenere l'assetto. Anche altre volte mi era capitato di rientrare il carrello prima dello sgancio, mandando a monte le procedure.
Dopo lo sgancio mi trovo con l'aliante che sale e scende imbizzarrito, e cerco in tutti i modi di controllarlo, per mezz'ora combatto con le turbolenze e ne esco perdente: le creste che si alzano ed abbassano come onde in un mare in tempesta mi hanno fatto venire.. il mal d'aria, complice un pessimo riposo la notte precedente, e la mancanza di allenamento. Morale, mi rendo conto di aver esaurito le risorse e faccio immediatamente rotta per l'aeroporto. Al malessere crescente, si aggiunge il pensiero della turbolenza che avrei incontrato sotto i 500m, e nel tentativo di chiudere il volo il più in fretta possibile decido di fare un lungo finale evitando il circuito (con relativa turbolenza). Da terra mi danno l'ok e mi confermano che il vento è calmo. Sotto i 500m trovo botte da +5 a -5, lo stomaco che va su e giù, e mi concentro sulla velocità. Mi accorgo che avanzo lentamente nonostante i 100kmh indicati, guardo il gps e leggo una ground speed di 50kmh, maledico il momento in cui ho deciso di volare quel giorno e penso che a terra non c'è vento, per cui aumento a 140kmh la velocità correggendo l'assetto per evitare di andare in stallo in corto finale. Turbolenza ancora, l'assetto da mantenere, la velocità all'aria e il gps per quella a terra, l'efficienza che è crollata con il vento contrario e i 140kmh, niente diruttori altrimenti rischio di non arrivare proprio, 200m ci siamo fuori il carrello, chiamata radio per il corto finale con carrello estratto e bloccato, sotto i 100m il gradiente di vento si fa sentire e vedo l'anemometro scendere velocemente, un po' di diruttori, assetto corretto velocità indicata 90kmh, aumento i diruttori e mi preparo alla toccata, 80.. 70... io mantengo la richiamata, la velocità scende ma non tocco, poi di colpo il rumore strano della toccata su erba, mai sentito prima, penso: ho toccato troppo forte, e il carrello si è rotto? ma no, impossibile la richiamata era buona.. penso che ho rotto qualcosa d'altro... mentre tiro i freni e l'aliante rallenta vistosamente. Penso Ah però, questo qui sì che ha dei freni! In 20 metri sono fermo. Scendo e non c'è il carrello, guardo la leva ed è a posto, che cavolo è successo? Non si è sbloccata, è a posto dove l'ho messa. Quindi? Dubbio... guardo da vicino, è in posizione di carrello rientrato. Flashback, mai rientrato il carrello allo sgancio. Ho volato con il carrello fuori e l'ho ritirato in finale. Bella mossa, complimenti, mi insulto da solo.

Quali sono state le cause, riassumo.

1- Il mancato rispetto della procedura di rientro del carrello allo sgancio, ripetuta qualche volta nei voli precedenti.
2- Pessimo stato fisico a causa di poco sonno, e mancanza di allenamento
3- Mancato rispetto della procedura di atterraggio in circuito
4- Mancato controllo visivo della leva del carrello: in tutta onestà volando con alianti diversi per me anche adesso è difficile dire se si deve tirare o spingere per estrarre il carrello, per questo avrei dovuto guardare bene cosa stavo facendo invece di tirare - direi a caso - la leva.

Nessun danno, perchè per fortuna tutto sommato l'atterraggio era più che buono. L'unica cosa buona del volo è stato il riconoscere il vento forte contrario che a terra non era segnalato. Vento da Sud sotto i 500m, mentre sopra i 700 (e un po' più a N) era forte vento da Nord. Ma non sono stato capace di giustificarlo, in quel momento, anche se ho gestito la situazione. Sul rovesti c'è la spiegazione.
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